Implementare

Facebook mi spinge a riproporre il severo monito contro questo orrido anglismo che infesta soprattutto le comunicazioni di lavoro (ma non solo, ormai).

 

Il verbo implementare è l’adattamento italiano dell’inglese to implement (che deriva a sua volta dal latino implere, “riempire”). Si è diffuso dapprima nell’informatica, dove dovrebbe avere un senso preciso (secondo il dizionario Treccani, “realizzare un programma o un circuito elettronico attraverso la formalizzazione dell’algoritmo risolutivo”), ma poi è dilagato come un’erba infestante: ho appena cercato su Google una tipica espressione politico-burocratico-aziendale come “necessità di implementare” e ho ottenuto “circa 109.000 risultati” (implementare un processo di previsione delle vendite, implementare strutture ricettive, implementare servizi, strumenti, riforme, politiche…). Adesso ci si mette anche Facebook:

implementare Facebook "parole vuote" burocratismi "comunicazione di lavoro"

 

Il verbo viene dunque usato in una serie di significati che vanno da “realizzare”, “mettere in pratica”, “portare a compimento” fino ad “arricchire”, “aggiungere” o, semplicemente, “preparare” (nel caso di questo messaggio di Facebook). Implementare è davvero una parolaccia, quindi cercate di farne a meno: scegliete al suo posto uno dei suoi dignitosissimi sinonimi (che tra l’altro sono più precisi e fanno capire esattamente cosa volete dire).

 

PS: si capisce che il messaggio di Facebook è stato tradotto dall’inglese senza badare troppo alla resa in italiano. Il titolo è idiomatico in inglese (pensate allo slogan di Trump, “America First”), ma in italiano si dice usualmente “Prima gli amici e i familiari”.

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