Quando l’errore è necessario

Il meraviglioso spot del FAI dimostra che grazie alla consapevolezza linguistica si possono trasformare gli “errori” in un’efficacissima strategia di comunicazione.

 

Fai "Fondo per l'ambiente italiano" errori coniugazione sinonimi

 

Quello del FAI (il Fondo per l’ambiente italiano) è uno degli spot più belli degli ultimi anni (cliccate sull’immagine alla fine dell’articolo per vederlo su YouTube). Sono belle le facce dei protagonisti, belli gli ambienti in cui sono stati ripresi, bella l’immagine finale (la villa del Balbianello, sul lago di Como). Ed è meraviglioso il testo. In casi del genere, è facilissimo scivolare nel trombonismo della nazione più bella del mondo, quella che possiede il 70 per cento del patrimonio artistico dell’umanità (be’, insomma). Invece qui si evita la retorica con una miscela di ironia, tenerezza e soprattutto con un raffinato gioco linguistico sugli errori: gli errori degli stranieri che conoscono la nostra lingua.

 

Ogni volta quando ozi sul divano e non perlustri, uno straniero piange! Si intrista!

 

Alcuni sono errori di grammatica che toccano particolarità morfologiche (intrista per intristisce), altri di lessico (la parola pittoreschità non esiste, ma è formata da una radice e da suffissi che esistono in italiano), altri di sintassi (transitare usato come verbo transitivo, con l’oggetto “milioni di chilometri”), altri ancora sono errori di significato (sinonimi che non si usano in quel contesto, per esempio perlustrare in senso assoluto). Sono ben scelti proprio perché non sono banali (sono così sottili che ci fanno riflettere su alcune peculiarità della nostra lingua), e sono questi errori a rendere memorabile lo spot. Complimenti al committente e a chi l’ha scritto e realizzato.

 

Fai "Fondo per l'ambiente italiano" errori coniugazione sinonimi lessico

 

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