Il rallenty non esiste

Un titolo di “Repubblica” usa una parola che, nonostante 170.000 occorrenze in Google, non troverete sul vocabolario (italiano, inglese, francese…).

 

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Quando, nel Cavaliere inesistente di Calvino, Carlomagno passa in rassegna i suoi paladini e si accorge che sotto l’elmo di Agilulfo non c’è nessuno, esclama: “Mah, mah! Quante se ne vedono!” e poi chiede: “E com’è che fate a prestar servizio, se non ci siete?”

 

Se uno si prendesse la briga di cercare la parola rallenty sul vocabolario (italiano, inglese, francese…) non la troverebbe. Rallenty è una parola inesistente con 170.000 occorrenze su Google, e scopro che c’è stata perfino una trasmissione, su Discovery Channel, intitolata Effetto Rallenty (in italiano: in inglese era Time Warp). Se le chiedessimo come fa a prestare servizio se non c’è, difficilmente otterremmo la risposta di Agilulfo (“Con la forza di volontà, e la fede nella nostra santa causa!”).

 

Rallenty non è una parola italiana (finisce per y), non è una parola francese (in francese c’è l’espressione en ralenti, “al rallentatore”) e non esiste proprio in inglese (il rallentatore si chiama slow motion). E allora da dove salta fuori?

 

Una volta, tutte le parole straniere entrate in italiano venivano considerate, nel dubbio, francesi e pronunciate come tali: esempio classico, robot (e una mia prozia chiamava Ballantiné il whisky Ballantine’s). Da qualche decennio si dà per scontato che tutte le parole straniere siano inglesi, come dimostrano i ben noti casi di stage e della Renault Espace (pronunciata espéis).

 

Deve essere successa la stessa cosa con il ralenti, parola francese in cui il gruppo en è nasale e l’accento cade sulla i finale. Chi, in televisione, usava la macchina per mostrare le immagini rallentate, soprattutto nelle trasmissioni sportive, evidentemente non conosceva o non amava il francese, e ha cominciato a ritrarre l’accento e a pronunciare doppia la l, per l’influsso della parola italiana. Quindi è nato, nel parlato, il ràllenti. Al momento di scriverlo, come si fa a negare una y a una parola che evidentemente non è italiana, e quindi sarà inglese? Et voilà il rallenty.

 

Perché non c’è sul vocabolario italiano, visto che in tanti dicono e scrivono rallenty (170.000 occorrenze su Google, ripeto)? La risposta giusta è: perché quella parola non esiste, è uno sgorbio senza senso, e uno sgorbio rimane uno sgorbio anche se lo usano in tanti. Purtroppo però non mancano casi di sgorbi del tutto analoghi che nei vocabolari sono entrati: e qui rimando alla triste istoria dell’aggeggio per asciugare i capelli. (Quindi rallenty-Agilulfo non avrebbe tutti i torti a sentirsi discriminato.)

 

Per il momento, però, rallenty sui vocabolari non c’è, e dunque sarebbe molto meglio che un quotidiano non lo mettesse per iscritto (e nell’articolo di “Repubblica” vedo che compare anche la variante, con una sola l e ugualmente inesistente, ralenty). Anche perché davvero non si perderebbe niente a dire “Sei mesi al rallentatore”.

 

PS: Se, per associazione di idee, vi è venuto qualche dubbio anche sulla parola moviola, sappiate che qui invece non ci sono errori. All’origine era il nome commerciale (derivato da movie) della macchina che fa quel lavoro. In inglese, infatti, si scrive con la maiuscola del nome proprio.

10 Commenti
  • Komi KPOGO
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    Grazie tante per le spiegazioni. Vorrei incrementare il mio livello. Mi saprebbe dire quale libro leggere?

    3 febbraio 2019 at 8:35
  • Ben fatto. Semplice, completo (esaustivo???) e…..modesto. Una vera rarità in questo campo.

    5 ottobre 2020 at 14:31
  • Gianna Molinari
    Rispondi

    Che mi dite di “réport” (accento sulla e) che tutti dicono in TV e fuori, specialmente grazie alla giornalista ignorante che conduceva una trasmissione in passato ?
    la parola rèport non esiste, in inglese si pronuncia repòrt con l’accento sulla o, esattamente come nell’italiano “rapporto” – cosa c’è di così difficile ? perchè non dirlo in italiano se non si conosce l’inglese ?

    Che dire di rèlax (accento sulla e) di molte pubblicità ? La parola rèlax – pronunciata così – esiste, ma solo nella lingua svedese e non capisco perchè si debba usare la pronuncia svedese in una pubblicità italiana

    Per non parlare poi di còllant (accento sulla ò) – in francese si pronuncia collànt, in inglese la parola proprio non esiste, eppure in TV si vede continuamente la pubblicità di una nota marca, che chiama “còllant” il suo prodotto

    Si potrebbe andare avanti per ore – quello che mi disturba è che lo Stato (=noi) spende milioni di euro per insegnare le lingue straniere a scuola, poi a causa della TV (di Stato) siamo costretti a spiegare ai ragazzi che se dicono “rèport” a un inglese quello non capirà…

    (magnifico blog, l’ho scoperto solo adesso e lo seguirò sempre d’ora in poi )

    31 ottobre 2020 at 10:31
  • Ma mettetelo e basta sto rallenty nell’ufficiale! Chissenefrega! L’italiano allunga troppo certe parole! Quindi più praticità!

    10 gennaio 2021 at 4:20
  • Daniel the Translator
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    Sono arrivato qui oggi dopo aver beccato questo mostruosità sulla Nuova Sardegna. Complimenti per l’articolo! Lavoro come traduttore dall’italiano all’inglese e da anni porto avanti la mia personale crociata contro l’uso spesso errato e quasi sempre inutile degli anglicismi (visual, talent, self), dei mostri come questo (altri orrori sono splittare, skillato, flaggare…), persino la pronuncia del mio nome – Daniel: la “a” DOVREBBE essere pronunciato esattamente come la “a” di Daniele, ma speso vengo chiamato “Deniel”…
    Accetto che le lingue si evolvano, l’inglese stesso è pieno di parole preso da una vasta gamma di altre lingue, però non ce la faccio ad accettare mostri come rallenty e compagnia cantante.

    20 gennaio 2021 at 10:43
  • Gino Paoli
    Rispondi

    Beh ora si sono inventati lo “smart working”..

    15 aprile 2021 at 20:44

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